Divorzi

Che di primo acchito mi veniva pure di dargli un po’ d’attenzione a quell’altro me, di mettermi a parlare financo io di green pass, di vax e no vax. Che lui se ne fa cruccio. È che poi io non ci ho i titoli, e mi pare che l’ho detto che manco quelli di coda m’appartengono. Lui s’è fatto studi, e s’avvede che certi soggetti in giro s’assumono, per sé medesimi, aura di scienziati che gli viene di supporre, invece, che si sono presi la laurea con la Scuola Radio Elettra. Pure ce n’è di tali che la scuola suddetta l’hanno fatta per davvero, lì si sono fermati, e però parlano da candidati Nobelissimi. Che me l’ha detto mio cugino, che tengo un cognato che m’ha riferito. E lui mi viene a dire che gli pareva già strano che, al barrino del secolo andato, c’era gente che dettava la formazione a Valcareggi, che il montante di Marvin non valeva le danze di Ray Sugar. M’è toccato di porgli un freno, che già s’arrabatta male per il tutto d’intorno, non si dà tregua, s’angustia a sommo del petto. S’arrovella che il sotto traccia rimane tale, che non c’è spiegazione e commento del grave gravame che su tutti incombe, oltre la scorza e pure dentro. Che il fuscello pare albero piantato in terra, per radici profonde, che il tutto si palesa in niente ed il niente, di converso, s’atteggia a maximus. E io gliel’ho pure detto che merita si butti di piatto, che la smetta. Che certo, io parlo bene, che sono nessuno, mi dice. Ma dopo tanti anni di convivenza, io mi sono accorto d’essere pigro e m’assecondo, ma lui, invece, che pure tale è, non s’arresta manco a sparargli. Eppure anch’io, come lui, ho un sacco di cose da fare. Ed è questo che contraddistingue un pigro autentico. C’è una masnada di sciagurati perditempo che ciondolano senza intendimento alcuno, che si fingono indaffarati. Un pigro autentico è un’altra cosa, non è uno che non ha niente da fare, piuttosto da fare ne ha parecchio, ma passa pezzi consistenti del suo tempo ad evitare di farlo. È studioso attento dei percorsi, delle trame più o meno oscure del mondo che l’avviluppa. È capace, con la tenacia e la pazienza del pescatore, o del cercatore di funghi, di trovarne la soluzione nel non trovarne alcuna, nel mettersi in disparte, nel farsi gloriosamente nessuno. Questo mi piacerebbe che facesse, provo a traviarlo. Butto l’esca e me lo porto in giro senza muovere muscolo e piede, per vicoli solitari di lentezze e silenzi, che il dettaglio dà sempre quell’opportunità d’indugio che ti proietta nell’ozio totale e totalizzante.

Mentre godiamo, pro tempore, della nostra – finalmente – fissità ambulante, gli ricordo una cosarella che abbiamo scritto insieme tanti anni fa, quando ancora c’eravamo accomunati d’una qualche verve altra: “Perché cercare di capire adesso? Saranno le mie dita sottili o il profumo d’acqua e limone o gli occhi di una gatta che ha molte vite e poche spiegazioni da dare a stimolare curiosità ottuse? Pensa ciò che vuoi e dibattiti finché ti pare, agitati nella rete immaginando di essere l’ultimo o forse il primo e l’ultimo o solo uno dei tanti che riceve il trattamento speciale riservato a chi mi pare. Condurrò le danze e continua pure ad ascoltare ogni mio movimento, se ti riesce di cogliere qualcosa che possa darti risposte a domande che, come è chiaro, non sai porre. Perché non ne riconosci la troppa obliquità, la loro essenza di linee sghembe rispetto ad ogni risposta. Seguimi, adesso, approfittando della mia voglia di farti da guida prima che abbia un ripensamento, e ti abbandoni sulla riva di un acquario da dove potrai immaginare di cogliere ogni piccolo dettaglio dei tuoi naufragi. Dimentica la città-zoo. Non cercare vie di fuga diverse proprio ora che ne hai una vera. La tua ricerca rischia di essere vuota come le tue non-domande. Non ha conclusioni assolute ed interpretazioni oggettive, anche se ciò che è oggettivo è solo tale e quale a se stesso, quindi ancora insufficiente a garantire risposte. E smettila di girare intorno al problema, avvitandoti penosamente in un auto-assedio circolare. Il progetto circolare ha una sola tangente, e certo in quel punto dove s’afferma la prospettiva obliqua e angolare. È lì il quid del verso non sai cosa, verso non sai dove, la traccia della fuga dall’orbita scontata. Il cerchio è solo la banalità dell’opinione diffusa, del mi lascio tutto dietro, il punto d’accumulo orribilmente affollato. Vuoi forse un po’ di coda al casello? Vai pure, se è così, continua a girare solo intorno al centro svuotato. Ma se mi segui io lo riempirò di me sinché non esploderà lasciandoti senza cerchio e senza ingolfate prospettive, finalmente in fuga tangente e solitaria”.

Quindi scavo sul fondo di valigie disfatte da tempo, dove giacciono, giammai dimenticate, un paio di bottiglie di vino aspro e robusto. Le faremo fuori stasera, per accompagnare quel colpo di genio assoluto d’antica saggezza popolare, gli spaghetti al “sugo finto”, dove la carne è surrogata da semi di finocchietto che, per memoria esperienziale, riportano al gusto suggestivo di certe salsicce.

Ah, sul fondo della valigia ho altre cose, certo, cose che non occupano spazio, ricordi, note a margine, in ordine sparso. Pure mi sorge spontanea la domanda, mentre il soffritto per il sugo finto mi tiene vagamente impegnato insieme alla prima bottiglia: ma se decidessi di chiedere il divorzio dal cervello, quante possibilità avrei di vedermelo concesso? Senza dover pagare alimenti, intendo.


40 risposte a "Divorzi"

  1. Che qualche giorno fa ascoltavo Salvini e mi veniva da piangere perché continuava a battere il chiodo sulla storia che noi siamo l’unico paese in tutta Europa ad aver adottato il Green pass e che questa cosa era veramente ridicola perché di democrazia e libertà non c’era più traccia da noi. ma è evidente che non si informa e resta statico nelle sue convinzioni farlocche e incitanti alla ribellione per “certi” che stan scambiando la pandemia per dittatura ! la maggior parte dei paesi europei ormai hanno contagi da paura e non cito tutto il globo. ultimamente ho pure sentito che l’Austria ha deciso di fare una cosa che se la sente salvini urla al flagello. Un bel lockdown totale solo per quelli che non possiedono un Green pass totale o non si sono vaccinati affatto perché il governo si é stancato di vedere gente deficiente che gira come se nulla fosse… … tutti qui siamo ancora dentro una pandemia di sto passo se diamo retta a certa gente ci ritroveremo con il doppio dei contagi…. ma veramente nessuno si rende conto che il vaccino è l’unica soluzione?

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  2. . La tua ricerca rischia di essere vuota come le tue non-domande.
    In queste tue parole c’è la sostanza di un pensiero che si convince e rifiuta non solo numeri, ragione e logica ma ha al loro posto rabbia, paura e vittimismo specifico. Come avere in mano un paese essendo minoranza e usare il virus come arma.

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  3. Se ti lasci con il tuo cervello lo assumo io, che andremo d’accordo, in tutto questo girare in tondo sulle tangenziale delle domande che corrono in cerchio (anche le mie stanno in coda a volte).
    Ottima la descrizione di pigritudine, fantastica. Che però mi è ben lontana, al momento, sempre indaffarata a fare di ogni, contenta ovviamente.

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  4. Concordo sia in merito al cervello che alle foto, meritano entrambi!
    Le foto mi ricordano tanto Valloria (in Liguria), un paesino con tutte le porte colorate. Forse un modo per attrarre i turisti, poiché il paese non è un granché.
    Buona giornata 🙂

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