Tempi di reti

‘Constante li tira a destra.’
‘Sempre’, disse il presidente della squadra.
‘Ma lui sa che io so’.
‘Allora siamo fottuti’.
‘Sì, ma io so che lui sa’, disse el Gato.
‘Allora buttati subito a sinistra’, disse uno di quelli che erano seduti a tavola.
‘No. Lui sa che io so che lui sa’, disse el Gato Dìaz e si alzò per andare a dormire.
‘El Gato è sempre più strano’, disse il presidente della squadra nel vederlo uscire pensieroso,
camminando piano.
” (Osvaldo Soriano)

Non mi piace lo sport, me ne sono tenuto alla larga. È contro la mia religione, e io sono praticante fervente d’ozi e lentezze. Un po’ di pallavolo, da ragazzo. Poi smisi. Troppo affanno ed effetti collaterali. Mi piacevano certi boxeur, Ray Sugar Leonard, certo. Mi pareva fossero personaggi letterari, con le loro storie di emancipazione, gli incontri leggendari. Pure Alì, invero. M’ero pure messo, su quella scia, ad incrociare guantoni. Ma non durò nemmeno quello. Trovavo assai disdicevole che, mentre io prestavo il mio setto nasale ad improvvide deviazioni, gli altri non facessero altrettanto, si scostavano. Col mio compagno di banco delle medie, sportivissimo autentico e convenzionale, non eravamo ben assortiti: lui un metro ed una spanna, con la faccia angelica ed i riccioli d’oro, ma ben piazzato; io spilungo e sottile come un giunco, levantino ed arabeggiante. A dispetto dell’aspetto, quello era uno spietato killer d’area di rigore, e mi convinse a farmi la partitella della domenica, su una specie di campo di patate alle cui estremità erano piazzate due porte senza rete, che ad ogni incrocio dei pali era rissa per l’opposta valutazione se la palla fosse passata sotto o all’esterno. Dismisi rapidamente che il dopo partita era sempre doloroso e tornavo a casa che, ancora più che per incontro di box, parevo una carta geografica. Al di là del fatto che, per spirito critico innato, m’ero rapidamente avveduto che non c’era storia per me sul campo da calcio. Qualche cauta riscoperta, cenno di svago, roba da paesaggi immensi e orizzonti di fascino polveroso di Patagonia, m’è venuto dal calcio dei racconti di Osvaldo Soriano, di Manuel Vasquez Montalban, Eduardo Galeano, ma non sono mai andato oltre.

Nulla contro chi è d’altro credo religioso, ma io a santificare il santo idolo della rete, sia quello che dice chi comanda sono io, con sacco che si gonfia di virtuale e tutti a casa tranne chi vuole lui, e quegli altri che fanno di grande sconto di settimana nera occasione d’acquisto di schermo a dimensione di cinema, per vedere meravigliosa segnatura con spunta su 6500 morti d’ammazzo a fatica ed incidente per costruzione di grande megalitico stadio a deserto fitto, scelgo di vedermi al PC una giocata di Cifalà.

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17 risposte a "Tempi di reti"

  1. Quando andavo a scuola le ore di educazione fisica le vedevo come “il fumo negli occhi”… non al livello della matematica, ma quasi, 😁. Alle medie avevo una prof che era super appassionata di rugby e almeno mezz’ora nelle sue due ore settimanali si doveva fare una partita. Non sai quante volte mi sarebbe piaciuto mandarla “a quel paese” lei e il rugby ma non l’ho mai fatto… ed insieme a me erano tanti quelli che avrebbero voluto farlo. Partecipavo alle lezioni ma non ne ero entusiasta e non vedevo l’ora che quelle due ore finissero per tornare a studiare materie che mi piacevano di più: storia, italiano, geografia, ecc, 😉.

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  2. Personalmente lo ignoro, più o meno da sempre. Ci ho provato da adolescente, a farmelo piacere; lo facevo per quella sorta di necessità ad appartenere al gruppo, ma in realtà fingevo, e lo sapevo bene. POi avrei voluto giocare a tennis, ma i miei non sapevano cos’era il tennis; mi piaceva l’acqua, ma da piccola mi crearono un trauma buttandomi in una piscina senza che io sapessi nuotare (è stato l’istruttore di nuoto a buttarmi in piscina e mi ripescarono tardi, mi rianimarono e io non ne volli più sapere) che ci ho messo anni a superare. Adesso amo nuotare, perché ho imparato, con tenacia e da sola, ma le piscine ultimamente erano solo per alcune categorie di persone, e allora ho desistito di nuovo, che nei laghi in pieno inverno, non si può fare il bagno. Ho un sacco da boxe e mi alleno con quello, che non restituisce nessun cazzotto e io posso dargliene a profusione… è un po’ da vigliacchi, ma nessuno si lamenta. Per il resto cammino e scalo montagne, il che mi gratifica a sufficienza, che non c’è bisogno di farlo in fretta, quello sport e lo puoi fare da sola, senza competere con nessuno. Per il resto, io di gare e discipline sportive non ne si più nulla da almeno 30 anni.

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      1. Sì, ne ho avuto il sentore innumerevoli volte, che c’è qualcosa che accomuna i rivieraschi impenitenti e i montanari eremiti e burberi; sarà che entrambi, ad un certo punto, preferiscono le bellezze selvatiche alle ovvietà umane.

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  3. Personalmente prediligo certi sport come automobilismo e motociclismo oppure gli sport di atletica leggera che si vedono per lo più alla televisione soltanto quando è il periodo delle Olimpiadi. Comunque sia non ho mai praticato nessuno sport, il mio unico sport se così lo si può definire, è quello di andare a camminare quando il poco tempo libero a mia disposizione me lo permette 😌
    Buon proseguimento di serata 😉

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