Chiudete le porte

Il mare non ha il colore del vino, ha ragione il professore. Forse nella prima aurora, o nel tramonto: ma non in quest’ora. Eppure, il bambino ha colto qualcosa di vero: forse l’effetto, come di vino, che un mare come questo produce. Non ubriaca: s’impadronisce dei pensieri, suscita antica saggezza.” (Leonardo Sciascia, Il mare color del vino)

E mentre s’erge, ad orgoglio italico, imponente barriera a franginero per difesa di coste sacre d’impero, pure si fa a colpo di disgraziato guerra d’intento tra Alpe ed Oltralpe – s’ode a destra squillo di tromba che a sinistra risponde squillo – occhio attento a trafiletto s’avvede di notiziola a passo in sordina. Mi feci a sobbalzo per dato di m’inquieto d’immenso, ma nemmeno troppo che era cosa a fatto risaputissimo per emersione, a tanto in tanto, quale cosa carsica. Insomma, a fastidioso ripresentarsi di centinaia a disperazione, è data risposta con milione di produzione nostrale ad esportazione che scappa e va via. A scorgere esatto dato manco è connazionale di cervello fuggito, ma è assai altro più complesso, pure manovale che a scopo non si specializzò, financo pizzaiolo e idraulico. Pare che italica porzione se ne sia andata ad altro paese a numero di 4,5 milioni, che se fatto si unisce a che non nasce nessuno, finisce che questo Belpaese diventa reparto geriatrico.

Ora, io comprendo che ad eventualità non c’è di trovar braccia per pagamento di pensione, non si trova operaio, nemmanco medico e professore (ma questo chi se ne frega che non c’è alunno), mi sovviene che taluno disse che non c’è a trovarli che chiappano a parassita reddito di cittadinanza. A punto di questione, e a lettura esatta di dichiarazione roboante, chi si fece valigia a partenza fuggì da evenienza tragica che gli venisse concessa pacchia a non far niente. Che mentre m’arrovello su come si può a far fronte a cosa a domani non troppo lontano, mi sovviene che, al limite, a non trovar soluzione, sempre si può dire che trattasi di efferato crimine di comunismo, che già taluno si portò avanti in detta direzione, che aborto è problema a tasso di natalità estinto, e che terribile usanza di certa sinistra di mi mangio i bambini è cosa a spregio d’ogni umanità e prefigura danno erariale.

Tempi grami s’attendono che paese nostro, che fu di santi, poeti e navigatori, a finché la barca va che ad affermazione è desueta, s’appresta ad esser paradiso di badanti.

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23 risposte a "Chiudete le porte"

  1. I nostri paesi sono ormai vuoti. Se si fa giro in qualsiasi zona d’Italia ci si rende conto subito della situazione. Case abbandonate che stanno letteralmente cadendo a pezzi. Con il cuore solitario e triste di chi rimane. Manca il lavoro, la gente va via e si riducono i servizi, chi vorrebbe e può tornare non tornerà più.

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      1. e…dovrebbero essere protetti di più…
        mi hai fatto venire in mente la canzone di Paola Turci… “Bambini”
        🎶”Bambino
        In un barattolo è rinchiuso un seme
        Come una bibita
        Lo sai che ogni tua lacrima futura
        Ha un prezzo
        Come la musica”🎶

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  2. la cosa che trovo imbarazzante è che mentre si spara sul profugo X tanto schifato sia da destra che da certa “sinistra” (perché il minestrone rigorosamente andato a male, quello è), perdiamo il senso del fatto che noi stessi continuiamo ad essere profughi che si spostano verso un certo altrove. E’ dura andare.. è dura restare… La vita è resistenza, ma quella vera. Sorrido perché tutti si lamentano di qualcosa che qualcun altro non fa poi di fatto, restano comodamente seduti.
    Lo sport nazionale è diventato puntare il dito (da qualche settimana, sapientemente armato).
    Mi sono allargata stasera, chiedo venia …
    Buona serata, Professò! 🍷🍷🍷🍷

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