Radio Pirata 45 (in silenzio)

Radio Pirata torna a quarantacinque, che è a tempo di grande tenzone d’elezioni che fa vuoto a destra e a manca che urna pare ulna. Radio si fa a silenzio per forza su chi vince e su chi perde che con grande sua autorevolezza ed ascolto super rischia di stravolgere risultato elettorale. Che è meglio, dunque, che Radio tace, che chi vince vince a Radio pare che è cosa con cui poi ci si fa conto secco, manco quello di bolletta è ad altezza analoga. Ma andiamo subito a musica ch’è compito statutario di emittenza.

Che però Radio non si può fare a trattenimento per orgoglio di nazione che migliorissimo tra migliorissimi venne investito di tale carica in grande paese di democrazia da esportazione, con premio ad uopo, conferito proprio da grandissimo personaggio di statismo indiscusso, medesimo che non recitò t’amo o pio bove a popolo di paese di Sudamerica ch’ebbe a votare odioso, pericoloso, eversore di libero mercato. A tal proposito promosse sana dittatura a strappo unghia e faccio a sparizione per anno e anno di oppositore infedele a fulgido esempio di grande asporto preciso di meraviglioso libero mercato. Che migliorissimo tra migliorissimi gradì consacrazione a far da presagio a future, fulgide incursioni democratiche.

Che è a grande giustezza che c’è ad evito discorso di ambizioso e prorompente fiumiciattolo che fa a straripo, per arroganza ed ego strabordante, e si traveste da Rio delle Amazzoni seppellendo cristiani a fasci, senza alcun rispetto per manovratore che è ad impegno di campagna d’elezione per destino di paese. Che problemi autentici di paese sono altri assai più gravi che non è a sopportazione più plausibile che si vede cartone di porcellina che ha due mamme che è fuori da naturalità delle cose, anziché a limitazione a farsi salsiccia che in troppo silenzio pure non basta.

E che poi a bolletta ci pensano tutti che è cosa grave che non c’è urgenza, tuttavia, al limite se ne discute. Ma è grave assai che, a senza ritegno, c’è a disperazione busso di porta a mare aperto, che pure pare dispetto che taluno figlio di disperazione si fa morto di fame e sete e, pur ancora bimba e bimbo, s’affronta navigata a barca di collasso diretto in abisso. Che è cosa insopportabile che non c’è rispetto, che, giustamente, c’è urlo a scandalo autentico per ci penso io che faccio bombarda d’affondo prima che bimbaglia giunge a porto salvo.

Che è d’indignazione a tutto tondo, già che ci siamo a valore autentico di famiglia e amor di vita, pure a sommo di digrigno gengie a rumore sordo, che c’è scandalo d’aborto.

E radio Pirata si cheta qui, ch’è settembre, mese di stupendo cambio di testimone che non c’è nero come ci si aspetta, ma ovazione a tutti insieme appassionatamente per magnifico gioco di parte. Gioco che valorizza democrazia a farne ora, e finalmente, cosa che pare di pochi a ragionamento esatto, mica è roba per tutti che la vendiamo a cottimo a peggiore offerente, che magari sbarca a valigia di carico di soldi ed obbligazioni a doblone?


18 risposte a "Radio Pirata 45 (in silenzio)"

    1. Eh, grazie davvero assai, che fa piacere essere letti, pure se si parla come si beve. Che scrivere e parlare oggi pare cosa inutile, verso di strega a medioevo conclamato. Che si spera, però, sempre che non sia così, che gli sguardi d’anime sopravvissute s’incontrino, si diano del tu che c’è sentire condiviso, affratellamento in luogo di ringhio.

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  1. Niente è più forte della tensione che lega chi lotta contro la menzogna e in questi tempi dove tutto è contro natura, dire la verità inevitabilmente accomuna anime che altrimenti non si sarebbero forse mai sfiorate. Il legame diventa inevitabilmente reale e forte, perché c’è l’esigenza di non sentirsi soli e travolti dal marasma di caos e assurdità. Ognuno è ancora di salvezza per altri; la catena che si crea non conosce sconfitta e non consce solitudine, fidati!! Rimanere saldi è possibile solo se sappiamo rimanere integri, ma anche uniti. C’è tanta Bellezza, oltre alla feccia che sta montando da ogni dove; non va dimenticata, la Bellezza. E’ l’elemento che ci tiene la testa fuori dalla feccia e ci permette di respirare ancora.

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  2. Come al solito è davve4o impossibile darti torto e speriamo che lo sdegno continui ad essere presente e che aumentino le persone col risentimento, soltanto così si possono cercare delle più giuste e dignitose alternative 😌

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  3. Bravo Giò grazie per la tua passione per l’indignazione per l’inclusione .
    Incontriamoci qui intanto come fratelli !

    Confesso che faccio fatica a trovare il mio linguaggio giusto. La mia testa è piena come una botte e il mio cuore langue…
    Un pensiero però che m’è rimasto come un marchio speciale e ripete
    “Educare una persona significa renderla inadatta ad essere uno schiavo.”
    Un caro saluto e buona continuazione 🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷
    Brindiamo insieme 🥀🥀🥀

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  4. Ego ed arroganza strabordano come un fiume in piena dalle parole di chi, tra qualche giorno, andremo a votare. Da poco c’è stata l’alluvione nelle Marche e, come ogni volta che capita qualche tragedia, si sono presentati con la classica frase di rito: “Tranquilli, non vi lasceremo soli. Non sarete abbandonati”. Davanti a frasi del genere ci sarebbe da controbattere: “Piantatela con questa frase trita e ritrita e fate qualcosa! Siamo stanchi di sentire che non verremo lasciati soli quando sappiamo già benissimo che è solo una colossale bugia.” Le persone perdono le case, gli affetti, e i politici si presentano sul luogo della tragedia solo perché gli fa comodo avere visibilità e non perché ci tengono ad aiutare queste persone. Un vero schifo, 🤢.

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      1. Purtroppo è così, 😔. L’Italia è uno di quei paesi che, finché non succede la tragedia, è tutto ok. Molte cose non vanno ma chi ci dovrebbe rappresentare non fa nulla per sistemare queste cose. Quando poi ci scappa il morto allora sono pronti a dire così e cosà, faremo questo e faremo quello. Auguriamoci di non dover vivere mai una tragedia perché vedersi arrivare questa gentaglia a fare il teatrino ci sarebbe solo da sputare loro in faccia, nel vero senso della parola.

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