Radio Pirata 11 (Dies Irae)

E Radio Pirata fa undici, come squadra di calcio buona, di serie suprema, non come masnada di acciabattati pari a corsa in campetto di Patagonia, che pare novella di Soriano. Andrei di musica, se non dispiace, ma pure se dispiace vado uguale che di democrazia persi tracce semmai n’ebbi di precise.

M’è intrinseco pensiero che divinità esiste, che me n’ero fatto a meno a credo, come a conferma di zia Agata che mi diede da miscredente e per tal fatta non mi concesse obolo d’eredità a fronte di sua dipartita. Che altrimenti male si spiega che c’è a tutto insieme cambio di clima non richiesto, guerra a bomba fitta, minaccia a esplosione d’atomiche a grappolo, profugame a milione e milione da ogni dove, pure pandemia a falce di nera signora, e questa senza rispetto per ex legis d’abrogazione di migliori a governo. Musichicchio a esorcismo, pure a solidarietà per virologo a disoccupo di tutto schermo, ma c’è reddito di cittadinanza che panfilo se no non si muove a carburo a stelle.

Non m’attrezzo di giubilo per scoperta d’esistenza d’entità suprema che ciò avviene ad ottemperanza di Dies Irae. Che s’Ella, intendo divinità, proclama sua rumorosa esistenza, mi sovviene che altrettanto potrebbe, pure fermo posta, renderci edotti circa ragioni di sua collera e di suo qualche rancore a nostri confronti, che s’apre concertazione fra parti, si recita sermone ad espio e si volta pagina. Di converso mi sovviene che meglio sarebbe, attribuendo alla stessa dono di Pietas, che facesse venir giù calamità definitiva, che tenere in vita malato terminale con palliativo a cottimo e accanimento terapeutico, pure se consulta oppose lo gran rifiuto, non m’appare gesto granché da Glorioso e Giusto. Musica a sommo gaudio.

Suggerisco, che m’accollo responsabilità di farlo in attesa di fato peggiore del fatto in sé, di raggiungere lo scoglio più a sud e ad oriente, con compagnia giusta, che spesso val bene anche di per sé stessi e basta, che fronte mare e ad orizzonte non v’è perdizione.

Pure di consentire a sguardo di vertigine di raggiungere destinazione d’infinito, che quello, a parole non scritte e suggerimento d’altro rispetto a deriva di barbarie, ne propone di scoperte che mai furono abbastanza, come mai lo furono né il vino né la musica.

Vi lascio con giovane collaboratore di buone speranze, ma anche con musica per buone orecchie.

Il passato è il luogo dove abitano le cause, vale a dire i colpevoli. Per questo i colpevoli insistono tanto sull’inutilità del passato. Vogliono un mondo senza colpevoli ma quando la cosa risulta impossibile, quando il passato resuscita la colpa, i colpevoli tornano a uccidere, tornano ad essere quello che sono sempre stati. Assassini.” (Manuel Vázquez Montalbán)

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22 risposte a "Radio Pirata 11 (Dies Irae)"

  1. Le parole di Montalban, da te egregiamente citate, racchiudono la natura umana, ché ad essa dobbiamo rivolgerci. Non perché non sia migliorabile ma perché degrada con facilità e il passato è una terra che troppi escludono perché migliori il futuro o il presente.

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  2. quanto alla divinità punitiva, cioè vendicativa, personalmente non ho dubbi, che siamo noi a crearla, è uno dei famosi bìas che fanno funzionare male la mente umana, e dunque ha buone radici nelle contorte circonvoluzioni della nostra materia molto grigia…

    l’autodistruzione degli uomini è l’altro nome di dio. quindi è anche assicurata.

    e se sembra che ritardi, è difetto nostro di veduta, perché a guardarla nei tempi necessariamente geologici, ha la rapidità di un ictus o di un infarto.

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      1. Uno è più facilitato se ha ricevuto un’educazione “adesiva” ma anche di larghe vedute…
        Dalle mie parti, ma solo da una parte, la divergenza era incoraggiata. Dall’altra parte era soggetta a disapprovazione (faticosa, pure quella)

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      1. Dici? Ma sarebbe folle. Ci pensi? L’universo creato da una divinità folle! Comunque, mi torna in mente un ricordo: alcuni ritengono che la Terra sia una sorta di colonia penale, altri una scuola dove le anime dovrebbero apprendere non si sa che cosa. Se così fosse la Divinità non sarebbe folle ma psicopatica!

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