E io pago!

Scopro cose nuove ed interessanti, tipo che c’è che posso dettare al PC quello che deve scrivere, pure metterci punti e virgole a comando, che non m’affatico occhi provati a DAD. Certo non ho contezza che tutto scorra giusto, ma chiedo venia se taluno legge, che potrebbe scapparci refuso a bizzeffe. Ma, al limite, vi sciroppate musica senza orrori ortografici. Vi spiattello subito una cosarella da far partire, che vi da cenno di svago superiore.

Mi confesso a pubblico che di geografia non sono edotto, oltre quel che, a tempo andato, si appellava quale cultura generale. Dunque, dell’Islanda so che è paese lontano, terra fiammeggiante che cavalca dorsali. Pure assai freddo, che ciò, per me che non sono africano solo per convenzione amministrativa, m’appare cosa disdicevole. So, per memoria recente, di vulcani che s’infervorano a cenere, ma anche di tempeste bancarie. Insomma, a parte il vulcano che potrebbe essermi familiare, come la natura isolana, per il resto mi pare che punti di contatto con l’Islanda, per me, pigramente stanziale, non ve n’è a iosa.

Però, m’arriva notizia (che mi faccio leggere all’uopo dal lettore nascosto nel PC, pure tradotta) di cosa che mi sconfinfera. Con voce professionale, il tale ignoto mi narra che di adolescenti adusi a fumarsi anche piedi di tavolini e lische di pesce, nonché a bersi financo gasolio, da quelle parti s’abbondava sino a quattro lustri fa. Non passa il ventennio che si passa da un buon 23% di imberbi fumatori al 3%, di giovani bevitori indefessi dal 48% al 5%. Che è cosa che stimola curiosità scientifiche, pure se è vero che di pubblicità a sigarette e a spiriti ad alta gradazione s’era fatto bando. Che lo scienziato capisce, pure se mezza tacca, – che non faccio nomi a comparazione di latitudini nostrane – che esistono pletore di sostanze a condizionare talune dipendenze e, come s’approccia il gatto alla lettiera, s’adagiano a comodo sullo stress. Dunque, si dice, se levo stress con altre biochimiche a coprir le prime, magari smetto di intabaccarmi e di bermi a distillato anche il fegato di merluzzo, che, secondo me, lì pure abbonda. E allora lo stato che fa, dopo aver trattato finanziarie a foglio di via per bancarotta procurata, si dePILa le multinazionali, mettendosi a concorrenza sleale. Si mette a pagare corsi di danza, pittura, musica, e cose così per tre mesi solo a mo’ di prova, che il giovane virgulto poi sceglie se continuare, pure gratis et amore dei – cosa che puntualmente avviene, mediamente per cinque anni ancora – lasciando sigarette e gin ai più evoluti coetanei d’altre parti. Ma vi pare che una cosa così è corretta? Che si attenta al PIL in siffatto modo scorretto, pure con la slealtà di mercato drogato a finanziamento pubblico? Che se tutti i paesi facessero così, cosa ne sarebbe del nostro stile di vita? C’è da farsi tremare le vene ai polsi. Che poi lo so come va a finire, che uno si mette a fare musica, dipinge, danza, magari gli viene lo schiribizzo di non mettersi a consumare in affollamento. Giovani menti in siffatto modo plagiate si mettono a vedere mostre, se ne vanno di teatri, cercano ispirazione fronte mare e, anziché farsi selfie da postare per dimostrare inequivocabilmente la propria esistenza social (pure l’unica seria e possibile), si danno a zibaldone. Qualcuno, poi, di quelli più indefessi a iattura, si mette pure a pensare di testa sua, diventa dialettico, pure conflittuale.

Noi, per fortuna, non siamo mica come certi isolani perduti nel nulla, che noi le risorse le impieghiamo assai meglio. Ma volete mettere d’acquistarsi un bel cacciabombardiere, ch’esalta amor patrio, o rifarsi villetta a 110%? Questo è modo per bene di spendere le nostre tasse. Che io pago!


3 risposte a "E io pago!"

  1. anziché farsi selfie da postare per dimostrare inequivocabilmente la propria esistenza social (pure l’unica seria e possibile), si danno a zibaldone…

    Io ci credo, anche nei giovani, che si mettono a fare congetture, seppur strane, piuttosto che fotografarsi su tic toc….🤗🤗🤗

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